| Chi siamo |
Riconciliazione e Memoria
Si è
definita la guerra di Bosnia come “urbicidio”. Gli anni ’90 hanno rappresentato
per questo paese, oltre alle tragedie che sappiamo, l’assassinio premeditato o
il disperdersi delle classi colte e della cultura. Così come le guerre moderne
non hanno l’obiettivo di conquistare posizioni strategiche ma la distruzione
delle biblioteche e degli intrecci culturali che segnano la storia delle genti
e dei luoghi. Crediamo
così che il nostro contributo alla rinascita della città di Prijedor debba
dedicare una particolare attenzione alla vita culturale della città e con essa
della ricostruzione di una classe dirigente. Questo significa investire su un
programma di eventi culturali, sulla memoria, sull’elaborazione del conflitto,
mettendosi in contatto con esperienze culturali includendo Prijedor in un
circuito di attività che sono già presenti in BiH (per esempio sono molte le
attività sponsorizzate dall’Ufficio Cultura dell’Ambasciata Italiana.)
Sappiamo che
affrontare questi temi è assai più complesso che in altri, risentendo degli
irrigidimenti che sono venuti nella fase più recente da una classe dirigente
che sul piano nazionale continua a sfruttare l’elemento etnico-nazionale come
ambito di consenso popolare. Lo abbiamo visto anche a Prijedor con
l’atteggiamento dei direttori e del personale del Museo di Kozara e del Parco
Nazionale Kozara nell’invito alla Conferenza di Rovereto di OB sul tema della
memoria nel novembre scorso.
La cultura è
certamente uno degli
strumenti principali per dare respiro e sostenere quegli elementi della
società
più aperti e disponibili alla riflessione. Cosa intendiamo con cultura?
Non
certamente una cultura stereotipata e incancrenita sui miti nazionali o
sui
miti jugonostalgici. Dovremmo intendere la cultura come qualcosa di
vivo, e
quindi attuale, in continuo movimento e come strumento principale di
scambio e
collegamento con l’esterno. Insomma rompere l’isolamento culturale che
domina a
Prijedor come in molte altre realtà minori e periferiche della Bosnia
Erzegovina. E le iniziative promosse negli ultimi mesi con l’intervento
di Čolović, autore scomodo proveniente da Belgrado, e di Giacomo Scotti
(scrittore
italo-istriano che ha rappresentato in tutti gli anni ’90 una voce
controcorrente nella Croazia nazionalista), hanno certamente dato un
contributo
positivo.
Per questo
insieme di motivazioni nel corso del 2008 intendiamo:
- dare continuità al
percorso di iniziative del Forum Civico, articolato nei tre filoni:
- circoscrizioni, ovvero
promozione del forum nel vasto tessuto della Municipalità;
- memoria, l’indagine sulle
vicende degli anni ’90, la partecipazione a manifestazioni e convegni, i
rapporti con altre realtà di elaborazione del conflitto, le iniziative di pace
- cultura, ovvero promozione di
serate, esposizioni artistiche, ecc., curando in particolare la promozione di
incontri letterari (attraverso il Forum Civico) nel quadro di un vero e proprio
itinerario culturale;
- ideare un percorso di
manifestazioni di cultura italiana a Prijedor, da promuovere come ADL,
collegandosi agli eventi previsti per la settimana della cultura italiana
in BiH;
- proseguire nel lavoro
sulla memoria attraverso il gemellaggio fra i Musei di Trento e di
Prijedor nonché con il lavoro sulle interviste che porterà alla
realizzazione di un filmato sulla storia della città attraverso le
esperienze di vita delle persone;
- valorizzare la sinergia
fra Tacka e Arte Sella
- rinnovare le esperienze
positive già avviate di scambio artistico (es. Studio Arte Andromeda)
- sviluppare l’idea di
gemellaggio sul tema del restauro.
L’accompagnamento
dedicato ai temi riconciliazione e memoria sul quale abbiamo investito nel
corso del 2007 si è rivelato molto efficace. Ci proponiamo quindi di rinnovarlo
con l’obiettivo di esprimere un mandato più strutturato in grado di seguire
l’insieme delle attività indicate in questo capitolo. Controparti locali: Forum Civico, Museo Civico, Municipalità
di Prijedor, Galleria Civica, Associazione Tacka, Istituto italiano di cultura
di Banja Luka, Ambasciata italiana di Sarajevo.
Ivan Čolović e Melita Richter, alla prima serata letteraria di Prijedor
|